DIROTTATI IN BORSE DI STUDIO I FONDI PER LE ATTIVITÀ STUDENTESCHE5 min read

Pier Luca Cantoni | 26-09-2016 | Politica universitaria

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Le novità principali dall’ultimo CdS

Tra le cose che rendono attrattiva un’Università ci sono (anche) i progetti studenteschi: iniziative come la Formula SAE, la Locomotiva o decine di altre “aggiunte” ai meri programmi di studio per ottenere una laurea che consentono agli studenti di spendere sul campo le competenze che acquisiscono durante il loro percorso di studi.
Per realizzare qualsiasi idea – a partire dalla più becera fino alla più sofisticata – è però necessario il vil denaro; proprio qui casca l’asino e inizia la narrazione dell’ultimo Consiglio degli Studenti.

Meglio 20.000 € in borse di studio che spartiti tra le associazioni
Nel marzo scorso la Sinistra Universitaria – UdU aveva presentato una mozione in CdS per prendere conoscenza della cifra disponibile da stanziare in progetti studenteschi e, nel corso della discussione, sia Alessandro Biscarini (capogruppo UdU) che altri consiglieri dell’opposizione – ignorando l’ammontare del suddetto denaro – specificarono più volte come questo sarebbe dovuto essere destinato a progetti studenteschi. Conosciuto l’ammontare (20.000€), sempre la Sinistra Universitaria ha chiesto, nel corso dell’ultima riunione del CdS, che tali fondi fossero destinati non più per progetti studenteschi, ma in borse di studio per gli studenti meno abbienti. Biscarini (capogruppo UdU) ci informa che la ragione di questa inversione di rotta è dovuto ad opposizioni “per inezie” all’interno di Senato e CdA nonché per una supposta assenza di progetti meritevoli. Pur continuando Biscarini a chiedere che una parte dei fondi fosse destinata a progetti studenteschi, secondo quanto riporta il capogruppo, l’assemblea UdU (organo consultivo interno all’associazione n.d.r.) ha detto che fosse “meglio destinare tutto in uno o nell’altro modo perché si andava a frazionare inutilmente una cifra esigua”. Anche il capogruppo di IdM Alessandro Cicchi si è detto soddisfatto, dichiarando che “l’UdU ha centrato il problema, e la loro soluzione mi è sembrata ragionevole di assegnare di default a “qualcosa” quei fondi (e loro hanno deciso per le borse di studio) nell’eventualità che il CdS non si esprima a riguardo in quell’anno”. Nel caso in cui non si fosse deciso come assegnare questi fondi, infatti, si sarebbero “persi” perché non cumulabili con gli altri 20.000€ che verrebbero comunque stanziati per l’anno accademico successivo.

Pecunia non olet (?)
Permettendoci di obiettare in merito all’esiguità della cifra, non possiamo che chiederci se dietro ad una cortina di buone intenzioni non ci sia in realtà la volontà che questi fondi non finiscano nelle mani “sbagliate”, cioè di realtà associative che – ricordiamo – non sono tenute ad esibire alcun bilancio. Interpellato sul punto, Biscarini (UdU) pensa che anche questo “abbia influito sulla valutazione finale” raccontandoci come dettaglio storico il periodo ante 2011 in cui questi fondi ammontavo a 50.000€ “e le associazioni (tutte) ci facevano i viaggi più beceri”.
La storia di questo denaro è infatti travagliatissima: prima destinato alle attività politiche delle associazioni studentesche (come per il famigerato finanziamento pubblico ai partiti), negli ultimi cinque anni dirottato in borse di studio, non ha mai avuto la possibilità di essere speso per premiare il merito di quelle persone che spendono tempo e denaro proprio in attività formative creando valore per l’UniPG. Per completezza di informazione, è giusto precisare come anche La Locomotiva, fino al 2009, sopravviveva nella sola edizione cartacea e come progetto esclusivo dell’UdU proprio grazie a questo genere di finanziamenti.
Tornando alla situazione attuale,
la mozione presentata dall’UdU all’ultimo CdS è stata approvata, quindi questa somma verrà sempre destinata in borse di studio, a meno che il Consiglio non decida altrimenti, individuando progetti meritevoli. E qui cade di nuovo il proverbiale asino. Il rischio che questi fondi siano destinati ad iniziative con appoggi politici all’interno dell’organo, ma magari meno meritevoli di altre, è palese. Le minoranze, con il capogruppo Cicchi (IdM), hanno più volte chiesto che si provvedesse a modificare il regolamento per consentire che questi fondi fossero assegnati solo con il voto favorevole una maggioranza qualificata dei componenti il Consiglio e non semplice, come attualmente previsto. Pure con la soluzione portata avanti dalle minoranze, il rischio di spartizione resta però dietro l’angolo. Abbiamo chiesto al capogruppo UdU Biscarini se l’istituzione di una commissione paritetica (1 gruppo consiliare = 1 commissario) composta anche da esperti della questione di cui si dibatte che decida come assegnare questi fondi possa essere ritenuta, in futuro, una alternativa. Lo studente di Medicina si è limitato a dire che “tutte le vie sono aperte”.

Sedute via Skype per gli Erasmus, ma non per narnesi e ternani
Nel corso del CdS si è dibattuto anche di una proposta di Narni Universitaria, che aveva già chiesto di ottenere il rimborso per i trasferimenti dalla loro sede distaccata a Perugia. L’associazione, alleata agli azzurri di Idee in Movimento, ha chiesto che fosse consentito anche agli studenti delle sedi distaccate di partecipare alle sedute dell’organo in maniera telematica, come sarà consentito ai consiglieri in Erasmus dopo l’approvazione del nuovo regolamento interno del Consiglio degli Studenti. Hanno votato favorevolmente i consiglieri di IdM e in maniera contraria quelli di UdU i quali, per bocca del capogruppo Biscarini, ci spiegano le ragioni della loro opposizione così: “Si rischierebbe di svuotare l’organo, con eccezioni territoriali (non tutti i consiglieri abitano a Perugia) di certo non comparabili all’impossiblità di presenziare alle sedute da parte degli studenti in Erasmus.”
Resta il fatto che i centri decisionali dell’UniPG, per gli studenti rappresentanti delle sedi distaccati, risultano inevitabilmente lontani, anche a fronte della contrarietà più che altro di tipo formalistico espressa nella seduta del Consiglio di Amministrazione dello scorso maggio, circa la possiblità di usufruire di rimborsi per le spese di trasporto.

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Pier Luca Cantoni

Pier Luca Cantoni

In redazione dal marzo a dicembre 2016, ha avuto come focus principale la politica universitaria. Spina nel fianco di chiunque abbia messo piede in Sala Dessau, forte consumatore di serie TV. Studia Giurisprudenza per diventare abbastanza bravo da poter dare una mano a chi ne avrà più bisogno.