DIARIO ERASMUS: TUBINGA3 min read

Amministratore | 23-12-2015 | Erasmus - UNIVERSITÀ

Vivere in una cartolina

Tubinga è una cartolina. Una piccola cittadina universitaria piena di fiori e circondata da prati verdi e montagne. Ammetto che appena arrivata avevo paura di morire di noia da queste parti. Invece questa città sembra essere stata cucita addosso ad uno studente universitario con molta più pazienza di me.
Se l’umorismo e la gentilezza non sono i punti forti dei tedeschi, lo stereotipo sulla loro efficienza si merita una votazione di 8/10: per trovare l’alloggio basta registrarsi sul sito dello Studierendenwerk, specificare quello che si vuole, abitazione singola o campus, bagno in comune o personale eccetera, e loro ti trovano una sistemazione entro l’inizio del semestre che non ti venga a costare più di 300€ al mese, completo di mobili e utensili per la cucina, a un passo dalla città e servito di pub, negozi, impianti sportivi e servizio pubblico. Già, perché venendo da Perugia non si è abituati a poter tornare a casa quando ti pare e piace, anche nel bel mezzo della notte, se non abiti nel raggio di massimo un chilometro dal centro città.

Durante i giorni feriali non serve nemmeno ricordarsi gli orari del pullman, basta andare alla fermata e circa ogni 3-4 minuti si può prendere un bus che copra i 3 km tra la zona residenziale universitaria e il centro. Di notte, i pullman notturni recuperano i pazzi che si sono avventurati nel gelo tedesco fino alle 01.00 nei feriali e fino alle 03.30 nei weekend, per poi riprendere il loro servizio alle 5 di mattina. Perdere l’ultimo pullman non significa essere costretti a dormire da un amico, i taxi costano al massimo 3€ a persona, se chiamati mezz’ora prima, sennò davanti alle discoteche e ai pub, che lavorano ininterrottamente tutte le sere, trovi sempre il raduno degli autisti notturni che per meno di 10€ ti porta a casa guidando come Schumacher ai tempi d’oro. Se proprio senti la necessità di prenderti quelle due birrette in più ed evitare di prendere i mezzi per smaltirla, camminare da soli di notte per questa città è come farsi una passeggiata per casa dal letto al bagno. La cosa più pericolosa che ti può accadere è sbattere il mignolo sull’angolo di qualche mobile.

Portare pazienza nel combattere la burocrazia cartacea di questa città (motivo per cui ho tolto due punti alla loro efficienza) ti ripagherà con una tessera in grado di permetterti non solo di viaggiare gratis sui mezzi cittadini dopo le 18, ma di mangiare alla mensa per poco meno di 3€ (evitate la pasta se non volete morire molto male, ma il resto è quasi del tutto commestibile), di fare fotocopie per un paio di centesimi, fare la lavatrice a casa, entrare nelle serate riservate agli studenti dove tutto costa la metà e di prendere in prestito libri in biblioteche aperte 24/7 in cui potreste tranquillamente vivere per il resto della vostra vita e non riuscire a vederne ogni angolo. Con un minimo di sforzo in più, potreste provare anche a ragionare con quelli del Comune che vi garantiranno per tutto il periodo Erasmus un contributo economico tra i 100 e i 200€, in aggiunta alla borsa di studio europea. Così, tanto per ricordarci quanto in Italia ce ne freghi poco dei nostri studenti.

Ultima cosa: la birra costa 1.50€. E non è la Becker.


Amministratore

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