DIARIO ERASMUS PARIGI6 min read

Amministratore | 10-06-2016 | Erasmus - UNIVERSITÀ

di Valeria Tugliani

La casa è di certo il punto più dolente, l’unico, quindi non preoccupatevi. Parigi purtroppo è molto cara, almeno 600/700 euro per una stanza e spesso in comune con altri, a meno che non vogliate finire nella banlieu (la vastissima periferia parigina) più sperduta dell’Île de France. In ogni caso vi consiglio di trovare una sistemazione provvisoria per i primi giorni e di dedicarvi ad un frenetico networking. Molti locatori chiedono garanti, un’alta cauzione e cercano locatari per un minimo di un anno. Questa però non è la regola quindi ciò che vi serve è un’alta motivazione. Ad esempio potreste focalizzarvi sul fatto che di lì a qualche giorno non vorrete scegliervi un maleodorante, seppur bellissimo, ponte della Senna sotto cui dormire. Con me ha funzionato e all’ultimo secondo 15 metri quadri ad un prezzo accessibile sono venuti in mio soccorso nel cuore di Parigi. Provate ad aiutarvi con qualche gruppo facebook come “Plan appart Paris” e simili. Pretendere di trovare una sistemazione già prima di partire è impossibile ed una perdita di tempo, vi consiglio però di compilare la domanda per il CROUS di Parigi (il nostro ADISU), se avrete fortuna potrebbero proporvi qualcosa di interessante. Se possedete già una laurea triennale non esitate a tempestare di mail la Cité Universitaire perché vi diano una stanza. In quel caso non avreste potuto trovare di meglio.

Di solito per partire viene richiesto un livello abbastanza alto di francese, ma in ogni caso approfittate dei corsetti intensivi di lingua che ogni università offre prima dell’inizio dei corsi. Non solo vi darà la spinta giusta per lanciarvi in questa nuova avventura ma vi permetterà di conoscere i primi arrivati, soli e spaesati come voi e quindi famelici di nuovi amici. Saranno probabilmente quelli che veramente ricorderete con affetto in futuro.
I trasporti sono efficientissimi, quindi acquistate un abbonamento mensile “Navigo” a 70 euro e gironzolate più che potete. Ricordate però che in fondo anche Parigi è piccola. Provate a muovervi a piedi a volte, solo allora vi renderete conto di quanto sia facile orientarsi e spostarsi da un luogo ad un altro (vi assicuro, sta parlando un soggetto che a mala pena è in grado di prendere la direzione giusta per arrivare al Trasimeno). Così scoprirete tanti dei piccoli idilliaci angoletti lungo Senna dove vorrete tornare a fare un aperitivo e le viuzze brulicanti di vita.
Sento di dovervi avvertire che chi come me ama mangiare dovrà mettere in conto, oltre che un ricco bagaglio di esperienze, qualche chiletto in più. Botteghe di ogni tipo vi tenteranno in ogni momento e ovunque vi troviate, offrendovi la gastronomia più varia. Ma, amici e amiche, pare che i francesini e le francesine rimangano letteralmente ammaliati dall’accento italiano, dunque non disperate per la vostra forma perduta e fate l’amore. In più il novello strato di ciccia vi aiuterà a superare il freddo inverno parigino. Quando sono arrivata a gennaio sembrava di stare al polo nord, Dio se faceva freddo! In più cielo grigio e pioggia sono un’abitudine nei mesi invernali, direi un dramma per i metereopatici come me. Ergo ficcate in valigia maglioni a sufficienza e qualcosa per ripararvi dalla pioggia. Ma Parigi in primavera vi ripagherà di tutti i giorni in cui la mancanza di ombrello vi ha costretti a gelide e improvvise docce.

Una volta presa la vostra decisione e superata l’estenuante trafila burocratica, che inevitabilmente vi attende nei mesi precedenti la partenza, con la determinazione di un guerriero, potete assaporare la piacevolissima attesa mista ad ansia per ciò che vi attende. Tuttavia sappiate che la vostra battaglia contro l’istituzione universitaria e nello specifico verso la sua amministrazione, di qualunque nazionalità essa sia, è appena cominciata. Ma voi non demordete e ne uscirete di certo vittoriosi e più forti. Anzi direi che è il caso di farsi una risata quanto vi recherete assiduamente alla segreteria perché.. ops questo esame non esiste, ah e neanche questo, questi crediti non sono corretti, questi corsi sono lo stesso giorno alla stessa ora, è il caso che lei cambi il suo piano di studio signorina: il famoso LEARNING AGREEMENT, quel mostro di carta contenente gli esami che ci si aspetta voi dobbiate fare durante il vostro soggiorno all’estero (che è poi il motivo della vostra partenza, in teoria) e i corrispondenti esami compatibili per il riconoscimento nel vostro paese di origine. Ricordate il tempo che avete passato a sbobinare tutto il sito della vostra università francese nel tentativo di stilare una lista di esami facilmente riconoscibili al vostro ritorno facendo un infinito collage découpage di crediti sommando sottraendo moltiplicando, chiedendo consulenza al prof Tizio, al delegato Caio, al sindaco e al presidente della repubblica? Scordatevelo. È tutto da rifare. Armatevi di pazienza e rideteci sopra quando dovrete spiegare le vostre esigenze ad una signora attempatella e con i baffi che sembra non voler collaborare. E se possibile ridete ancora più forte quando parlerà velocissimo senza rendersi conto che sei qui solo da qualche giorno e ancora il francese alla velocità supersonica con cui pare amino esprimersi i francesi non è proprio il tuo forte o ancora meglio quando dovrete esprimere concetti burocratici che somigliano a fantascienza e che non sapevi esprimere neanche in italiano, figurarsi in francese. Ridete e rilassatevi, fa parte del gioco. Al vostro ritorno potrete dire di esservi fatti le ossa, gli esami che dovrete sostenere sono solo un dettaglio.

Per ambientarvi alla fac (così i francesi chiamano l’università) vi proporranno un parrain, una sorta di mentore che potrà sicuramente aiutarvi a comprendere le particolarità del metodo francese. Potrebbe capitarvene uno simpatico con cui poter bere una birra e conoscere la vera Parigi, i veri parigini (non sempre simpaticissimi comunque, d’altronde i cliché un fondo di verità dovranno pure averlo) e, chissà, magari parlare il vero francese, viste le balbettanti conversazioni miste di inglese e francese che già vi attendono con i vostri colleghi Erasmus. Le serate parigine vi offrono qualsiasi tipo di evento, culturale o più festaiolo a seconda delle vostre esigenze, in luoghi sempre pazzeschi, ancor più in primavera quando i tetti di Parigi riprendono vita. All’inizio le numerosissime organizzazioni Erasmus potranno essere una guida ai principali, ma poi a mio parere meglio muoversi autonomamente.

Importante: Parigi al momento è in stato di emergenza, è ormai un’abitudine trovare sicurezza e forze armate per strada, controlli di documenti e borse fuori da supermercati, università e negozi. Non possiamo sapere cosa ci accadrà domani, ovunque troppi eventi sono imprevedibili ma vi assicuro che non esiste città più sicura al momento, nei limiti di ciò che l’essere umano è capace costruire, così come distruggere, purtroppo.
Per il resto, troppe cose ci sarebbero da dire, lasciamo tutto all’esperienza. L’ingrediente essenziale è essere consapevoli di quanto sia grandioso sentirsi parte per un breve periodo di una comunità così eterogenea, eppur così unita, come quella Erasmus.

 

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