DIARIO ERASMUS: BUCAREST4 min read

Amministratore | 24-03-2016 | Erasmus - UNIVERSITÀ

di Nicola Fico

Questo mese con la rubrica Erasmus voleremo in Romania, nella capitale Bucarest, casa mia per 5 meravigliosi mesi. Iniziamo subito con lo smistare alcune utilissime informazioni per chi come me decidesse di intraprendere questa avventura nell’Europa dell’Est. Dunque, prima di partire, una cosa che consiglio di fare è iscriversi ai vari gruppi facebook, come “Erasmus a Bucarest, “Italiani a Bucarest” etc. Ne troverete diversi, che possono risultarvi utili nella ricerca di qualsiasi tipo di informazione. Una volta arrivati a Bucarest, ricordate di spostare le lancette dell’orologio un’ora avanti. La moneta ufficiale è il Leu, in cui 4,40 corrispondono ad un euro.
La ricerca di un alloggio non è impresa ardua e la si può fare, tramite internet, anche prima della partenza. Per godersi al meglio lesperienza, è consigliabile vivere con altri studenti erasmus, in modo da avere validi “alleati”per le vostre battaglie! Segnalo in particolar modo due siti web come Olx.ro e Cautcolege.ro, dove si ha la possibilità di vedere le foto della casa e, qualora foste interessati, contattare il proprietario. Qual è pero la zona ideale dove cercare casa? Io consiglio Piata Romana/Piata Universitate/Piata Unirii, le tre piazze che si contendono il titolo di centro cittadino, non molto distanti luna dallaltra. Con circa 200 euro troverete una stanza più che carina o, se preferite, un monolocale. Se invece cercate casa in una zona diversa, il consiglio è di cercarla comunque il più vicino possibile ad una stazione metro o una fermata del bus. Sì, perché i mezzi di trasporto sono molto efficienti e collegano molto bene la città. Oltretutto i prezzi degli abbonamenti mensili non sono molto cari: 50 lei il bus, 70 per la metro. Inoltre alcune università rilasciano un carnet in cui si può usufruire di uno sconto del 50% per gli studenti. Durante la notte circola qualche bus, mentre il servizio metro chiude alle 23.30, per riaprire poi alle 5.00. Ma non disperate: se volete inoltrarvi oltre la mezzanotte, potete chiamare tranquillamente un taxi, la cui tariffa è di 1,39 lei/km, tramite l’app Speedy Taxi o quelle di altre compagnie. Se lo cercate per strada fate un po’ attenzione: qualche taxi driver giocherà sul fatto che siete stranieri proponendovi tariffe più alte.
Per quanto riguarda invece l’università, ho avuto modo di seguire corsi sia in lingua rumena che in lingua inglese. Il sistema di valutazione prevede che un 50% del voto finale derivi dalle presenze e dalle attività svolte a lezione durante il corso, come paper, progetti o semplici interventi, mentre il restante 50% sarà frutto dell’esame finale. Ovviamente parlo dell’università che mi ha ospitato ( SNSPA ), non so dirvi con certezza se tutte le università adottino questo metro di giudizio.

Per quanto riguarda la vita notturna, la città offre tantissime opportunità di svago tra i vari locali e pub. Il cuore pulsante della movida è però il quartiere Lipscani, nel centro storico, vicino allUniversitate/Unirii, dove pullulano i pub come l’Oktoberfest, punto d’incontro per i tanti erasmus, i kebabbari come il Dristor e altri locali che facciano al caso vostro. Con circa 5-6 lei potete bervi mezzo litro di birra, per cui salute, anzi “noroc”!
Oltre a questo, a Bucarest avrete modo di svagarvi durante i pomeriggi autunnali con piccole gite nei tanti parchi della città. Il più grande è Herastrau, vicino allHard Rock Cafe, e la Beraria H, ma anche gli altri come Parcul Carol, Tineterelui o Cismigiu meritano di essere visitati, anche in inverno, con i loro laghetti ghiacciati. Anche dal punto di vista culturale la città può offrirvi molto tra palazzi da visitare, come il Parlamento, Cotroceni Palace o l’Atheneum, e i tanti musei, storici e artistici, il cui prezzo per gli studenti è veramente accessibile.
Merita più di una citazione la cucina. In città ci sono tanti ristoranti che offrono menù fissi a pranzo, dove poter mangiare le tante specialità rumene, dalle ciorbe alla sarmale ( involtini con carne ripiena) e mamaliga (una sorta di polenta), ma anche piccoli chioschi, le Covrigerie, dove mangiare un boccone al volo se si va di fretta, spendendo veramente poco!
Un altro consiglio è quello di non partire con l’idea di imparare o migliorare solo ed esclusivamente la lingua inglese. Una conoscenza base del rumeno può solo essere utile sia se si ordina al ristorante, sia se si seguono lezioni in rumeno.
Un’ultima nota positiva è la presenza attivissima dell’ESN (Erasmus Student Network ) che in particolare nelle prime settimane tra eventi, cene e anche qualche viaggio fuori Bucarest, dà la possibilità a tutti gli studenti erasmus di conoscersi, legare tra di loro e creare il proprio gruppo di amici.
Che, fidatevi, è risultata essere la cosa più bella di questi 5 mesi.


Amministratore

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