COOPERANTE ITALIANO UCCISO IN UN RAID AMERICANO1 min read

Amministratore | 29-04-2015 | Internazionale

Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano rapito allinizio del 2012 in Pakistan, è stato ucciso lo scorso gennaio durante un’operazione antiterrorismo condotta da droni dell’esercito americano, l’obiettivo era un compound di Al Qaeda. Il presidente americano Barack Obama ha espresso il suo profondo dolore per la tragedia e le sue scuse a tutte le famiglie coinvolte. Si è anche assunto tutta la responsabilità dell’operazione. Ha avvertito il nostro primo ministro Matteo Renzi il 22 aprile, dopo aver avuto la certezza dello svolgimento della vicenda. Il passo successivo compiuto dall’Italia è stato quello di avvisare la famiglia di Lo Porto e Renzi ha avuto una telefonata commovente con la madre, il cui dolore, come quello di tutte le madri che perdono un figlio, è lancinante ed inimmaginabile. Questa mattina il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha riferito dell’accaduto alla Camera dei Deputati: ebbene erano presenti solamente una quarantina di deputati, una cosa vergognosa ed irrispettosa della tragedia avvenuta. I deputati che hanno preferito allungare il ponte di vacanza piuttosto che ascoltare come è avvenuto il decesso di un connazionale devono rendersi conto che un giorno o l’altro faranno i conti con la loro coscienza e soprattutto con la parte sana degli elettori italiani.


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