Comporre musica con la forza del pensiero2 min read

Raffaele Brilli | 22-09-2017 | Musica - Sui Binari della Scoperta

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Contrariamente a quanto il titolo possa far presupporre, non ci accingiamo a presentare il solito inverosimile saggio su presunti poteri occulti provenienti dalla nostra psiche, ma una vera e propria rassegna scientifica riguardante il campo delle BCI (Brain-Computer Interfaces).

Sotto l’esplicativo titolo di “Brain Composer”, un team guidato da Gernot Müller-Putz, direttore del centro di ricerca TU Graz’s Institute of Neural Engineering, ha messo in piedi la progettazione di una interfaccia cervello-macchina che consente letteralmente di trasformare in musica i propri pensieri. Tutto ciò che è richiesto all’utilizzatore è uno speciale elmetto, creatività ed un po’ di conoscenza di teoria musicale. Il principio di funzionamento del dispositivo, noto agli esperti del settore come protocollo P300, può essere descritto con estrema semplicità: la macchina misura le variazioni nelle onde cerebrali attraverso appositi sensori e traduce i segnali ricevuti nelle note musicali comparse nei pensieri.

Le caratteristiche dell’invenzione sono state valutate con uno studio condotto su 18 soggetti selezionati, tutti in stato di ottima salute e dotati di una conoscenza basilare dell’arte della composizione. “Le composizioni generate tramite la BCI possono effettivamente essere udite. E ciò che più conta è che le persone partecipanti al test le abbiano sinceramente apprezzate. Dopo un breve periodo di preparazione tutti loro sono stati capaci di creare ed ascoltare le proprie melodie. L’esito positivo del test su soggetti in buona salute rappresenta un primo passo per una possibile espansione della tecnica delle composizioni BCI su pazienti”. Con queste parole Müller-Putz esprime la propria soddisfazione sul frutto degli sforzi della sua squadra.

Gernot Müller-Putz, ideatore del progetto “Brain Composer”

Attualmente il campo delle interfacce cervello-macchina sta prendendo sperimentalmente piede anche su supporti tecnologici di uso commerciale, quali computer e smartphone. Non è assurdo perciò fantasticare in prospettiva sulla possibilità di poter avere direttamente nei nostri cellulari delle applicazioni che possano realizzare istantaneamente musica a partire dal nostro pensiero.

Si può osservare il dispositivo all’opera, nonché altre interessanti applicazioni della tecnologia BCI, direttamente dal sito del TU Graz’s Institute of Neural Engineering:
https://www.tugraz.at/institute/ine/research/videos/


Raffaele Brilli

Raffaele Brilli

Entra nella redazione nel 2017 come responsabile tecnico della piattaforma online del giornale. Studente di Ingegneria Informatica ed Elettronica, nel tempo libero si diletta nel web writing e nel web design. Le sue passioni spaziano dalla scienza alla letteratura, dall'alta tecnologia alla musica.