CENTRO ITALIA, OLTRE IL DANNO LA BEFFA: LA TASSA DI SUCCESSIONE SUGLI IMMOBILI DISTRUTTI2 min read

Fabio Calcioli | 24-06-2017 | Attualità - Nazionale

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Torno a scrivere su queste colonne a dieci mesi di distanza dalla prima scossa di terremoto che ha colpito il Centro Italia. Dopo tutto questo tempo tutto è in ritardo e, per una dimenticanza, il Governo chiederà agli eredi delle vittime del sisma la tassa sulla successione.

Premetto che il pagamento delle tasse dovrebbe garantire tutta una serie di servizi alla collettività e che è giusto ed un dovere civico pagarle. In una situazione del genere a mio parere è meglio soprassedere dal chiedere questo tributo anche perché dal punto di vista psicologico è devastante per gli eredi, dopo aver subito un lutto di tale portata, dover affrontare anche questa situazione. Al tempo stesso la successione deve essere effettuata al fine di poter richiedere i contributi necessari alla ricostruzione.

La prossima settimana il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi incontrerà il premier Paolo Gentiloni per affrontare la questione. Come dicevo sopra ci sono forti e gravi ritardi su tutti i fronti. Vi sono assurdi lacci e lacciuoli che impediscono di far partire in maniera rapida la fase di ricostruzione, anche per via delle ordinanze del commissario Vasco Errani che modificano in alcune parti ordinanze da lui precedentemente firmate. Un altro tema caldo è la rimozione delle macerie: ad oggi sono state rimosse l’8% delle macerie pubbliche, ossia quelle che incidevano sulla viabilità pubblica. Per quanto riguarda le macerie private la Regione Lazio deve ancora far partire le gare di appalto. E’ ancora necessaria la presenza sul territorio di un numero adeguato di Vigili del Fuoco e di tutte le forze di sicurezza, in previsione di ulteriori demolizioni di immobili e a contrasto del fenomeno dello sciacallaggio, ossia i furti effettuati su immobili vuoti ed inagibili. E’ necessario anche avere più personale tecnico che sia di supporto alla popolazione in merito alla pratiche necessarie per tutto il processo di ricostruzione e fare in modo che la burocrazia sia amica dei cittadini e non opprimente. Ritengo che in questi dieci mesi alle popolazioni del Centro Italia sia stato chiesto abbastanza e che la pazienza dimostrata in questi mesi sta andando esaurendosi, anche in virtù dei disagi patiti in questo lasso di tempo.


Fabio Calcioli

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