CENTRO ITALIA, A CINQUE MESI DI DISTANZA ASSEGNATE LE PRIME CASETTE2 min read

Fabio Calcioli | 24-01-2017 | Attualità - Nazionale

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(immagine di anteprima: www.tgcom24.mediaset.it)

Torno a scrivere della situazione nel Centro Italia a cinque mesi di distanza dalla prima scossa di terremoto, avvenuta lo scorso 24 agosto. In questo inizio di 2017 vi sono state enormi difficoltà, dovute dapprima alle forti nevicate, le più intense degli ultimi 50 anni, e successivamente a quattro eventi sismici di magnitudo superiore a 5 avvenuti nella mattinata del 18 gennaio e che hanno avuto come epicentro i comuni di Amatrice, Montereale, Campotosto e Capitignano, a cavallo tra il Lazio e Abruzzo: in questo modo si è sommata un’ulteriore emergenza che il Governo centrale ha quantificato in 30 milioni di euro. Vorrei fare cenno alla tragedia avvenuta nell’hotel sul versante pescarese del Gran Sasso d’Italia, con sette vittime e numerosi dispersi in seguito all’impatto di una slavina che ha investito la struttura. Va sottolineato che l’opera incessante dei soccorritori ha permesso di trovare alcune persone, tra cui bambini ancora in vita e di poterle salvare. A questi straordinari uomini e donne va il mio personale ringraziamento. In tutto questo, lo scorso 20 gennaio è avvenuta ad Amatrice l’assegnazione delle prime 25 casette SAE (Strutture Abitative Emergenziali) situate dove era stato montato il Campo Lazio ad Amatrice capoluogo. L’assegnazione è avvenuta tramite il metodo del sorteggio, con priorità alle famiglie che hanno al proprio interno soggetti con invalidità superiore al 75%. Il metodo stesso del sorteggio può essere discutibile, ma nella situazione attuale è l’unico attuabile. Si spera che con il miglioramento delle condizioni meteo possano riprendere le attività nelle 5 aree già cantierate e possano iniziare con celerità i lavori nelle restanti aree, in modo che si possa rispettare la scadenza di Pasqua per consegnare le casette a tutti gli abitanti di Amatrice e del Centro Italia.
Se questo obiettivo non viene raggiunto, è importante che l’eventuale sconfitta non venga attribuita ai sindaci, di Errani o di Curcio, ma di un intero sistema Italia che non è riuscito a garantire ai suoi cittadini in difficoltà un tetto. Tutto ciò potrebbe portare all’esasperazione delle persone, che è già venuta fuori il 14 gennaio con una manifestazione nella frazione di Grisciano ad Accumoli e con un altro sit in di protesta in programma il 25 gennaio a Roma dove si chiederà alle istituzioni preposte più rapidità, prendendosi ognuno le proprie responsabilità e non trincerandosi dietro alla burocrazia.


Fabio Calcioli

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