ORGOGLIOSAMENTE IN CONTROTENDENZA: A PERUGIA SPLENDE IL SOLE DEI DIRITTI7 min read

Amministratore | 25-03-2015 | Politica universitaria - UNIVERSITÀ

LA CARTA DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI È REALTÀ

Chi scrive tiene a premettere che le righe di seguito non hanno la benché minima pretesa di essere considerate un vero articolo. Sono piuttosto una storia, la storia di un testo: la Carta dei Diritti degli Studenti Universitari. Una storia che voglio raccontare, e dedicare a tutti coloro che si sentono sfiduciati, esasperati, delusi dall’inadeguatezza di una politica di plastica, a tutte le persone per bene che con serietà ed impegno provano ogni giorno a rendere migliore la realtà che li circonda.

MOLTO PIÙ DI UN TESTO: UN’IDEA ALTERNATIVA DI UNIVERSITÀ

La storia della Carta dei Diritti affonda le sue radici nelle lotte di rivendicazione della più grande e rappresentativa tra le organizzazioni studentesche d’Italia: l’Unione degli Universitari, le cui attività ed elaborazioni politiche rappresentano da vent’anni un saldo punto di riferimento, sia per gli studenti di tutto il Paese che per i principali soggetti politici e sociali in tema di Università, diritto allo studio, politiche giovanili e welfare studentesco.

Per il modo di concepire il sistema universitario in Italia (modello “ufficio di collocamento”, per intenderci), è di portata rivoluzionaria e dirompente laffermazione del principio secondo cui la formazione universitaria non solo rappresenta un diritto costituzionale di ogni cittadino, ma costituisce un momento fondamentale della sua crescita e dello sviluppo delle sue potenzialità, ed in quanto tale deve essere a tutti gli effetti accessibile a tutti.

L’affermazione di un’idea alternativa di Università, in cui gli studenti non siano dei meri fruitori di nozioni ma attori centrali e dunque portatori di diritti inalienabili, passa per la costruzione di un sistema universitario inclusivo ed aperto, che non lasci indietro nessuno, tanto meno i più deboli. Proprio da questidea alternativa di società e di Università si avvia nel 2007 una nuova sfida per l’Unione degli Universitari, un percorso coraggioso volto a portare in tutti gli Atenei del Paese un testo che sancisse e regolasse i diritti e le tutele degli anelli più deboli del sistema universitario: gli studenti.

 

Dopo anni di campagne, petizioni, manifestazioni nelle principali Università dItalia, il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) approva nel 2011 la Carta dei Diritti, con l’auspicio che in ogni Università si proceda all’applicazione del testo.

L’Ateneo perugino, pur prevedendo all’interno del suo Regolamento generale la presenza di una Carta dei Diritti, a distanza di due anni non se ne era ancora dotato, e nonostante la Sinistra Universitaria-UdU Perugia abbia più volte presentato la proposta negli scorsi mandati di rappresentanza, la Carta è sempre rimasta impantanata nelle stanze chiuse di Palazzo Murena, vittima di scontri ideologici e posizioni pregiudiziali.

UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ: VITTORIA DI TUTTI GLI STUDENTI

Nell’estate del 2013 arriva il momento in cui la storia della Carta dei Diritti si incrocia inaspettatamente con quella di chi scrive. La mia prima esperienza da rappresentante degli studenti, appena eletto in Consiglio degli Studenti da Scienze politiche, incaricato dall’assemblea UdU e dai colleghi eletti nelle liste UdU a svolgere in Consiglio il ruolo di capogruppo, non poteva che inaugurarsi con la ripresa di una storica battaglia di civiltà come la Carta dei Diritti degli Studenti.

Dalla seduta successiva all’insediamento del Consiglio Studenti (19 dicembre 2013) la Carta dei Diritti era ormai diventata a tutti gli effetti anche la mia battaglia e il gruppo UdU appena insediatosi ha presentato come primo atto all’ordine del giorno la propria proposta, ponendo come priorità per l‘organo di rappresentanza e per la sua stessa credibilità l’approvazione del testo entro la scadenza del mandato. Dopo mesi di serrato lavoro in Commissione, il Consiglio degli Studenti nell’ultima seduta del Luglio scorso ha approvato all’unanimità il testo redatto dalla Commissione, giunto poi in approvazione definitiva al Senato accademico del 24 Febbraio 2015.

L’approvazione della Carta dei Diritti rappresenta una vittoria per tutti gli studenti, che d’ora in avanti avranno uno strumento per far valere i loro diritti, uno strumento che andrà fatto vivere ogni giorno con l’impegno di tutti, per far sì che non rimanga carta morta, segnalando i problemi ai nostri rappresentanti, che potranno avviare azioni vertenziali mirate per far rispettare ogni diritto calpestato. Non sarà facile scardinare tutte le piccole e grandi violazioni, perpetrate in maniera indisturbata negli anni a causa dellassenza di una normativa in tutela di chi non ha il coltello dalla parte del manico, ma finalmente avremo un canale ufficiale per amplificare la voce degli studenti, e in un certo senso per riequilibrare l’impugnatura, finora unilaterale, di quel manico.

NON C’È FUTURO SENZA DIRITTI

Ogni giorno osservo e condivido con preoccupazione la sfiducia e lo spaesamento della mia generazione: un popolo di giovani uomini e donne con i sogni chiusi a doppia mandata in un cassetto. Ci hanno chiamati ‟bamboccioni”, ci hanno accusati di essere troppo ‟choosy”, siamo arresi all’idea che la sicurezza sociale sia una chimera e che i diritti siano una gentile concessione, assuefatti e rassegnati alla retorica della flessibilità e del dinamismo, artifici linguistici che mascherano la precarizzazione della vita e del futuro di intere generazioni. Siamo gli stessi uomini e le stesse donne che domani dovranno portare sulle spalle la responsabilità di rappresentare e ricostruire un futuro dignitoso per un Paese troppo stanco ed arrabbiato.

A distanza di qualche anno dal momento in cui la battaglia per una società e per un’Università diverse è diventata anche la mia battaglia, posso dirmi orgoglioso di averla intrapresa, guidato ogni giorno dalla convinzione che i diritti dei più deboli non siano un peso, ma una priorità per qualsiasi comunità. Sono orgoglioso che nella stessa settimana in cui sono stati approvati i decreti attuativi del “Jobs act”, una ‟riforma” volta a dopare i dati occupazionali, che al contempo crea una categoria di nuovi schiavi e restaura la figura del “Padrone”, all’Università di Perugia i rappresentanti della Sinistra Universitaria-UdU vedano concretizzarsi un pezzo di quel sogno di civiltà secondo cui i vincoli economici non possono in alcun modo giustificare la contrazione dei diritti delle persone. Nella settimana in cui, con abile retorica esterofila, si è scientemente svilita e monetizzata la dignità del Lavoro e dei futuri lavoratori ho rinverdito l’orgoglio di far parte di una grande Organizzazione, fatta di persone perbene che si impegnano costantemente per ampliare la piattaforma dei diritti e contrastarne la progressiva erosione.

“È ora di cambiare” fu lo slogan con cui ci presentammo alle elezioni studentesche nel 2013. Gli studenti ci hanno affidato un ampio mandato per rappresentarli e per avviare davvero quel cambiamento di rotta improcrastinabile per l’Università e la città di Perugia. Ho verificato personalment
e che non sempre dietro agli slogan si nasconde la volontà di ingannare e affabulare, perché esistono persone che genuinamente li utilizzano come faro e sintesi delle proprie azioni. Esistono persone che dicono ciò che pensano e conseguentemente fanno ciò che dicono, eliminando la discrepanza schizofrenica tra la narrazione e la concretezza. Sull’Università di Perugia, orgogliosamente in controtendenza, splende sempre più alto il sole dei diritti. Era ora di cambiare, davvero ed in meglio, e passo dopo passo lo stiamo facendo.

 

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Uno speciale ringraziamento va ai compagni e alle compagne della Sinistra Universitaria-UdU Perugia che negli anni hanno lavorato duramente per raggiungere questo risultato, in particolare a Daniele Chiappini, per aver anticipato e avviato con lungimiranza questa ambiziosa battaglia.

Grazie al gruppo UdU in Consiglio degli Studenti; all’assemblea dei tesserati, che ci ha supportati e coadiuvati nel lavoro di redazione e contrattazione della Carta dei Diritti; ai compagni Tiziano Scricciolo e Letizia Biscarini, per aver difeso con le unghie e con i denti in Senato accademico il lavoro svolto dal Consiglio degli Studenti.

Un sincero ringraziamento è diretto inoltre all‘Amministrazione universitaria e al Magnifico Rettore Franco Moriconi per la lungimiranza e la disponibilità dimostrateci, all’intero Consiglio degli Studenti e al Presidente Alberto Gambelli, per aver compreso che i diritti non sono una bandiera da sventolare né un retaggio ideologico, ma una questione di civiltà, perchè l’arretramento dei diritti dei più deboli non può essere in alcun modo sinonimo di modernità.


Amministratore

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