Caro Rettore di Bologna, facevamo volentieri a meno della tua lezione di fascismo.3 min read

Martina Domina | 10-02-2017 | Attualità - Nazionale - UNIVERSITÀ

immagine Caro Rettore di Bologna, facevamo volentieri a meno della tua lezione di fascismo.3 min read

Non sono riuscita a guardare il video della polizia che sgombera la biblioteca al civico 36 di via Zamboni a Bologna. No, non ce la faccio. Ci penso da ieri. E stamattina sono rimasta a studiare in casa senza recarmi in aula studio, come spesso faccio.
Non ci riesco, mi sento male e mi viene da piangere. Quelle immagini sono un colpo al cuore per me e dovrebbero essere un colpo al cuore per tutti.
No, forse non riusciamo davvero a capire la gravità dell’accaduto. E in queste ultime ore i social ovviamente mostrano il peggio di sé, con commenti che rimarcano come stavolta la celere non abbia colpe, che il torto è di chi scippa i tornelli e di chi occupa uno spazio pubblico.
Allora andiamo con ordine.

Io studio a Perugia e sono rappresentante degli studenti. Nell’ultimo anno il servizio di biblioteche e aule studio Unipg si è arricchito molto e sono cresciuti gli spazi dedicati agli universitari. Anche qui a Perugia abbiamo un sistema di controllo delle modalità d’accesso, il nostro è tramite app. Solo all’ingresso di una biblioteca abbiamo i fatidici tornelli, quei tornelli che vi stanno facendo perdere il senso dell’accaduto. Ma, tornelli a parte, gli accessi restano comunque riservati a studenti iscritti all’Università degli Studi di Perugia.
Se viene Tizio, mio amico del sud e studente a Palermo e gli permetto di entrare con me in aula studio semplicemente passando il mio QRcode e lasciando la porta aperta, è vero, sto commettendo un’irregolarità. Ma credo si possa anche soprassedere su una irregolarità del genere che nel suo piccolo sta permettendo a un giovane come me di costruirsi un futuro, faticando col capo chino sui libri.
È chiaro che se ci fossero dappertutto i tornelli questo non sarebbe possibile. E da qui nasce probabilmente la protesta degli studenti di Bologna. Dalla voglia e necessita di avere uno spazio aperto in pieno centro universitario.

Io al civico 36 c’ho studiato. Mi trovavo a Bologna da amici e, siccome noi studenti al contrario di quello che spesso le istituzioni sono portate a pensare, non cazzeggiamo tutto il giorno, sono stata qualche pomeriggio a studiare lì. Diversi spazi di studio a Bologna necessitano di un badge UniBo per l’accesso ed hanno un orario di chiusura molto anticipato.
Il civico 36 no, e anche per questo era un po’ un’isola felice.

Ma non è questo il punto, cari colleghi e colleghe. Il punto è che il Rettore se n’è strafottuto di quello che pensano gli studenti, anche fossero solo una sua piccola parte. E’ vero, probabilmente quella non era una protesta sentita dalla totalità degli universitari bolognesi. Probabilmente però c’erano anche un sacco di modi diversi per placare la volontà di alcuni.
Si può essere d’accordo o meno con la protesta, stare dalla parte di chi vuole uno spazio aperto a tutti o di chi preferisce un controllo sugli ingressi. Scippare dei tornelli poteva essere evitato? Sicuramente sì. Ma se state seriamente pensando che il nocciolo della questione sia questo allora scusatemi, ma non avete capito granchè.
Il vero problema è vedere sedie, banchi e libri distrutti con gli studenti dentro che vengono caricati dalla polizia. Dunque era questo il vostro concetto di rispetto, cultura e sicurezza? La devastazione di una biblioteca?
Pensatela come volete. Ma agire con la violenza non è MAI giustificabile. E agire con la violenza in un luogo di cultura è RIPROVEVOLE.

Sai, caro Rettore di Bologna, essere a capo di un’Università, che è anche la più antica d’Italia e d’Europa, non vuol dire punire a manganellate i bimbi cattivi, no no. Vuol dire formare le generazioni future, quelle che un giorno non troppo lontano saranno la classe dirigente di questo paese. Non vuol dire permettere agli studenti solo di apprendere sterili nozioni, ma anche insegnare loro a essere cittadini esemplari. E tu invece, gli hai insegnato a rispondere con violenza e ignoranza. In sostanza, hai dato a tutti una bella lezione di fascismo. Complimenti, Rettore di Bologna, ma forse stavolta di questa lezione facevamo volentieri a meno.


Martina Domina

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