Le 10 canzoni più brutte del 201413 min read

Hakim Ben Hamida | 03-12-2014 | Cultura

Ci avete mai fatto caso che non esiste una premiazione ufficiale per la peggiore musica messa in circolazione ogni anno?

Insomma, se gli Oscar trovano la loro controparte nei Razzie, perché i Grammy no? Vorrei dire, peraltro, che un film devi sorbirtelo per due ore – pure se spesso bastano i primi 20 minuti per captare la bidonata – mentre per una canzone sono sufficienti tre minuti alla radio, magari mentre fai altro, per sentirtela da capo a fondo!
Alcuni diranno che, effettivamente, una controparte esiste, ed è una qualsiasi premiazione trasmessa da MTV, e signori miei, avete pure ragione. Solo che non è abbastanza. Voglio che questi artisti provino vergogna. Voglio una “walk of shame” ufficiale fino al microfono per ritirare la statuetta.
Così, per ingannare l’attesa finché i miei sogni non diventano realtà, ho deciso di stilare una classifica delle 10 canzoni (circa) che le case discografiche, nel 2014, proprio avrebbero potuto risparmiarsi.
Allego dei link per i più intrepidi.

Nota: Ho volutamente escluso i casi clinici del web, prediligendo canzoni che hanno ricevuto un airplay radiofonico, sono comparse nelle classifiche nostrane, e per le quali, di conseguenza, sono stati spesi bei soldoni.

 

10) Mika “Boum Boum Boum”:

Da quando Mika è approdato sugli schermi nostrani, piace proprio a tutti gli italiani, altro che Carrà e Scavolini. Che poi non è che abbia tutta sta cultura musicale, che il 75% delle volte i brani scelti per i suoi concorrenti sono dei sonori buchi nell’acqua, e di sicuro non è che sia stato selezionato per le sue grandi capacità oratorie, visto che dopo due anni l’italiano lo parla peggio di prima. Ha, però, quel modo di fare da bambinone impacciato, che ogni giovedì fa sospirare tutte le mamme italiane che neanche un episodio di “Incantesimo”.
La musica, come nella migliore tradizione di emigrazione verso la televisione, è decisamente passata in secondo piano nell’ambito della sua carriera (Morgan docet), e visto che neanche nella madrepatria inglese i suoi dischi fanno più faville, Mika ha da qualche tempo deciso di regalare di tanto in tanto al suo nutrito (e tuttora fervente) fanclub francese, dei singoli nella “langue de Molière”.
Ultimo della lista, “Boum Boum Boum”, una specie di tormentone da spiaggia mancato, facilmente riciclabile in una sagra di paese o per qualcuno di quei video stile “Prediciottesimo Carmela” che fanno impazzire YouTube.
Impossibile penalizzarlo per il testo, che non parla d’altro se non di sesso, e visto che tutte le canzoni che sentite alla radio se non parlano d’amore parlano di quello, non gliene possiamo mica fare una colpa.
Il video, che sarà costato millemila euro, è trash al punto giusto, e questo possiamo anche farcelo piacere.
Fatto sta che sto brano pare gentilmente offerto dalla Dulcolax, e io non posso farci niente.

https://www.youtube.com/watch?v=_MPtXUeUznY

 

9) Un bel po’ di roba di Beyoncé:

Una che, in quanto a controllo del mondo, Napoleone le fa un baffo.
Dopo una serie di storielle da tabloid possibili rovina-carriera, dalla (sembrerebbe) finta gravidanza al matrimonio in crisi, tenuto in piedi unicamente dal progetto comune dei coniugi di dominazione del mondo (coronato proprio quest’anno dal loro celebratissimo primo miliardo di dollari in cassa), Beyoncé a fine 2013 decise di lanciare un album praticamente privo di hit senza nessuna avvisaglia. Dischetto mediocre, peraltro, che se non fosse stato per l’effetto sorpresa, avrebbe difficilmente venduto più dell’ultima fatica di Valerio Scanu, vista l’aridità in fatto di brani con anche solo un leggero appeal radiofonico presenti in esso.
Seguono, nell’ordine, il singolo “Say Yes”, ennesima reunion con le sue beniamine delle Destiny’s Child, che hanno avuto carriere al limite del tragicomico fuori dalla band, e una ri-edizione del disco sovracitato. Per lanciare quest’ultimo, “7/11”, un brano che è una schifezza di proporzioni epiche, con annesso video in cui si cerca di far passare per naturale, tramite un opinabilissimo effetto web-cam, una che è la perfezione incarnata, e che mai ha disdegnato di mangiarci sopra, ma che fino all’altroieri, con un’incredibile faccia tosta, cantava in “Pretty Hurts” di come l’America fosse ossessionata dalla bellezza.
E che diavolo, quella canzone potevate lasciarla a Susan Boyle, no?

https://www.youtube.com/watch?v=k4YRWT_Aldo

 

8) Michael Jackson & Justin Timberlake “Love Never Felt So Good”: 

Più che il brano, qui è il principio che contesto: questa non è una canzone, questo è lo stupro di una carriera.
Va bene ricordare gli artisti che hanno scritto pezzi di storia dell’industria discografica, va bene che la morte del King Of Pop ha toccato un po’ tutti, va bene che cerchiamo di raccogliere i cocci di una carriera che, prima della conclusione per forze maggiori, andava in picchiata. Ma accidenti: Michael Jackson è morto cinque anni e mezzo fa.
Ma che bisogno c’era ($$$) di pubblicare un intero disco dopo tutto questo tempo, con tutte robe che avrebbero dovuto quasi sicuramente rimanere serrate nel cassetto? E con che coraggio personaggi come Justin Timberlake e Timbaland prestano le loro facce a una razzia vera e propria di canzoni inutilizzate, a solo scopo di lucro?
Vorrei solo ricordarvi, inoltre, che l’ultima volta che venne sfornato un disco del genere in suo ricordo – il chiacchieratissimo “Michael” del 2010 – ci vollero tre anni perché, nello sdegno generale, uscisse fuori che metà delle tracce, spacciate come “previously unreleased tracks”, erano in realtà cantate da un italo-americano, Jason Malachi, abilissimo imitatore della voce di Michael.
Che sorpresa, eh.

https://www.youtube.com/watch?v=oG08ukJPtR8

 

7) Band Aid 30 “Do They Know It’s Christmas?”:

Pensate che Bono Vox sia la celebrità più ossessionata dalla beneficenza al mondo? Si vede che non conoscete Bob Geldof.
Oramai sulla sessantina inoltrata, Geldof è uno che, dopo un trascorso come leader di una punk-band come i Boomtown Rats a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, si è poi scoperto il prossimo Dalai Lama, organizzando eventi benefici a destra e a manca, maxi concertoni per questo e quello, fondazioni caritative a bizzeffe e così via.
E poi, nell’84 scrisse “Do They Know It’s Christmas?”, uno dei singoli di beneficenza più venduti della storia, con la partecipazione di decine di celebrità a prestare la propria voce al brano. Andò così bene la prima volta che nel 1989 già se ne registrava, sempre in periodo natalizio, una seconda v
ersione, con una squadra più folta di star internazionali.

Non c’è due senza tre, ed ecco che nel 2004, per il ventennale, ne sparano fuori un’altra, rimpiazzando completamente le star degli Eighties con nuovi adepti, così che il brano non suonasse come il concerto del coro della terza età di sotto casa, e diciamoci la verità, con sorpresa di molti fu la versione migliore di tutte.
E allora ça va sans dire che, visto che siamo nel 2014, festeggiamo i trent’anni sfornandone un quarto esemplare.
Bene, avete presente quelle famiglie in cui ci sono quattro figli, e tre son venuti proprio bene, ognuno con le proprie particolarità e, poi c’è il figlio brutto, che proprio ti dispiace, mannaggia alla Natura che brutta bestia la genetica?
Ecco: uguale uguale.

https://www.youtube.com/watch?v=-w7jyVHocTk

 

6) Echosmith “Cool Kids”:

Io lo capisco anche che, di sti tempi, non è mica semplice tirare fuori un singolo di lancio decente per far decollare la propria carriera, e vorrei davvero fare regalo a questi poveri derelitti della mia indulgenza, perché tre su quattro di essi hanno meno di vent’anni, e mica a quest’età ti si può chiedere “Imagine Capitolo 2”.
Però, porca la miseria, perché nel 2014 è così difficile produrre un ritornello che non sfiori picchi di demenza?
Chi ha sentito il brano avrà capito a cosa mi riferisco: “I wish that I could be like the cool kids, cause all the cool kids they seem to fit in, I wish that I could be like the cool kids, like the cool ki-iiids”. Cioè, in pratica una di quelle solite canzoncine per emarginati sociali, che effettivamente Glee e Lady Gaga con sto tema ci hanno accumulato sopra una fortuna, ma con un testo di una tale banalità che vi giuro, l’ultimo disco di Emma Marrone in confronto pare Manzoni reincarnato.
Peraltro, vogliamo parlare del sound? Un tentativo di riesumazione dei migliori The Cardigans, ma senza essere (aihmé) in possesso della figaggine insita che tanto aveva reso celebre la band svedese negli anni ’90. Va comunque detto che questo “vorrei essere cool ma non posso” anche nelle musiche, effettivamente può essere interpretato come massima fedeltà al messaggio del brano. Il che, se fosse voluto, avrebbe potuto effettivamente essere un gran bel colpo di genio.

https://www.youtube.com/watch?v=SSCzDykng4g

 

5) Will.I.Am. & Cody Wise “It’s My Birthday”:

Tra i produttori da condannare all’ergastolo per la quantità di mostruosità propinate al grande pubblico negli ultimi anni, in testa alla lista c’è Will.I.Am., che da semplice componente dei Black Eyed Peas, si è trasformato in un volto noto, arcinoto, ma di cui avremmo volentieri fatto a meno.
In questo caso, il rapper di Los Angeles confeziona una cagata con i fiocchi: privo di idee oramai da un pochetto, decide di recuperare una canzone in lingua tamil, “Urvasi Urvasi”, del compositore indiano due volte premio Oscar A.R. Rahman, ci abbina un testo utile quanto Filippa Lagerback a “Che Tempo Che Fa” e ci costruisce su una base ritmica di sintetizzatori, ficcandoci dentro un ritornello di Cody Wise, uno dei suoi tanti artisti feticcio.
Perché parlare del risultato, se già il procedimento è una cretinata bella e buona?
E’ che quest’uomo in realtà ci sta ingannando tutti: sta partecipando da qualche anno a questa parte ad un concorso per creare la canzone più brutta del decennio. E’ che c’è troppa concorrenza, e proprio non vince mai.
Esaustiva la reazione della celebre rapper M.I.A. su Twitter: “NOOOO WILL.I.AM. WT YA DID TO MY JAAAAM?!?!?!?”
P.s.: Risparmiatevi il video, che se l’idea di usare il fenomeno “Vine” per costruire un videoclip era carina, il risultato è brutto a livelli imbarazzanti.

https://www.youtube.com/watch?v=JuM7hObGjWI

 

4) Anna Tatangelo “Muchacha”:

Nessuno lo sa, ma la Tatangelo ha un superpotere.
E no, non sto parlando del dimostrare vent’anni in più della sua età effettiva grazie a particolarissime tecniche di make-up escogitate solamente per lei, così da darle un certo tono quando qualche anno fa si trovò a gravitare da un programma all’altro della tv generalista, pena la non-credibilità a fianco di matrone della domenica pomeriggio come la Venier e compagnia bella.
E neanche quello di trovare Gigi D’Alessio attraente: quello è essere ipovedenti.
Sto parlando della sua capacità naturale di sfornare musica allucinante (e non in senso buono) con assiduità e dedizione, senza mai calare neanche di un briciolo.
Va anche detto, in sua discolpa, che in questa, ennesima disavventura, è giunto in suo aiuto Kekko, cantante dell’altrettanto acclamata band dei Modà, per scriverle un testo da brividi da far accompagnare alle note di una “La Isla Bonita” mancata.
Niente, molto semplicemente la Tatangelo canta di quanto lei sia una “muchacha molto sexy che non dà troppa confidenza ai maschi”, e un sacco di vaneggiamenti ancora, per circa tre minuti di pura tortura, di insulto alla stessa definizione di musica.
Attendo solo l’intervista in cui parla di quanto suo marito abbia influenzato la sua musica, perché allora bisognerebbe proprio dargliene atto: due piaghe del tutto simili.

https://www.youtube.com/watch?v=zHT-1D6VSjI

 

3) Raffaella Fico, Nina Moric & Francesca de André:

Lo so, lo so, lo so: è come sparare sulla croce rossa. Ma potevo mica lasciarle impunite?
Perfetta sintesi del recente livello della musica pop “Made in Italy”, ho deciso di mettere a pari-merito queste tre signorine per le loro similarità, sia nelle origini che nella tipologia di prodotto.
Tutte e tre provenienti dal piccolo schermo e apprezzate dalla migliore Italia per le loro grandissime doti d’intrattenitrici, nel 2014 sono state tutte vittime di una “epiphany” alla Woolf, in cui hanno scoperto di essere in possesso (come se non bastasse) anche di notevoli doti canore.
Anche se il beneficio del dubbio lo avevamo concesso solo alla de André che, poverina, si trascina dietro un cognome che pesa quasi quanto quei due air-bag che si porta a spasso a poco più di vent’anni di età, i risultati erano effettivamente prevedibili.
Non mi dilungherò molto, fatto sta che tutte e tre hanno deciso di cantare in inglese, in vista di un non so bene quale riconoscimento oltre i confini nazionali, e mentre le altre due si sono accontentate di fare una cover ciascuna di vecchie glorie, la Fico ha pure trovato chi le scrivesse una canzone. E poi un disco
intero.

Il messaggio, mie care ragazze, è che non importa dunque chi siete, come vi chiamate, da dove venite o quanto pesate: se avete fatto l’Isola dei Famosi, avete diritto ad un contratto discografico.
E se il disco va male, non preoccupatevi: recuperate i soldi con il calendario porno di Natale.

https://www.youtube.com/watch?v=godmy0ae7Qc

 

2) Jennifer Lopez & Iggy Azalea “Booty (Remix)”:

C’è un momento preciso nella vita di ogni donna che ha campato del proprio aspetto tutta la vita in cui ogni certezza va sbiadendo, in cui non si conosce più il domani e il mondo sembra un posto sempre più ostile, crudele, un universo che proprio non ci capisce più: i quarant’anni.
Jennifer Lopez è una che ha già superato la soglia da qualche anno, e che, dopo essere stata scaricata dalla sua storica etichetta discografica, ha da allora tentato di aggrapparsi ad una gloria oramai trascorsa con le unghie e con i denti.
C’era una pagina su Facebook intitolata “Tardone marronplatino determinate a spararsi le ultime cartucce” che, devo dire, mi pare piuttosto accurata: la Lopez è ancora una bella donna, per carità, ma che cosa si ricordano tutti di lei? Le sue abilità canore? Le sue capacità compositive? Le sue grandi interpretazioni cinematografiche? No: il suo lato B. E non un lato B qualunque.
E’ probabilmente il didietro più chiacchierato di sempre, con tanto di vociferata assicurazione miliardaria a carico, ed è proprio da qui che la Lopez prende ispirazione per battere il ferro finché è caldo.
Chiamando a rapporto Iggy Azalea, ultima scoperta dell’hip-hop, anch’essa dotata di un popò che è un portaerei, impacchetta una delle cose più agghiaccianti della storia, una roba che Leopardi ci avrebbe scritto la poesia più struggente di tutta la sua produzione se fosse stato ancora in vita per ascoltarla.
E se la canzone non vi è bastata, guardatevi il video: Sara Tommasi l’ha visto e ha provato imbarazzo.

https://www.youtube.com/watch?v=nxtIRArhVD4

 

1) Tutta la colonna sonora del Mondiale Brasile 2014 :

Non c’è nulla di più brutto della triste imitazione, peggio ancora quando rasenta la parodia.
Ma perché, mi chiedo, quando c’è un mondiale o un’olimpiade, i simpatici produttori discografici americani decidono di appropriarsi più o meno del sound musicale del paese ospitante, riproporlo alla bell’e buona nella loro peggiore salsa personale e ficcarci dentro due-tre cantanti famosi? Risultato 100% assicurato: una serie di poracciate becere e ignoranti, come poche altre ne esistono.
E siccome quest’anno si stava tutti in Brasile, gli americani, che conoscono la geografia bene quanto i diritti umani, hanno deciso di ingaggiare Pitbull (cubano), Jennifer Lopez (portoricana) e una cantante brasiliana perlopiù sconosciuta pure agli autoctoni per cantare “We Are One (Ole, Ola)” l’inno dei mondiali di calcio, e Shakira (colombiana) per “La, La, La” l’inno di riserva promosso da Activia (eviterò battute a riguardo).
E siccome anche noi Italiani non ci tiriamo mai indietro, che mica siamo la Svizzera, la nostra degna risposta non ha assolutamente tardato a giungere: “Maracanà” di Emis Killa, una specie di racconto di un ragazzo che usa il calcio per scappare dalla malavita, con un testo degno di un Pasolini, in cui spiccano rime come “Lontano dalla Grande Mela, cè un piccolo uomo in una favela” e “Questa sera cè il delirio al Maracana, da qua fuori sento i cori sha la la la”.
Perché continuare a parlare, se anche io dopo questo exploit devo correre in bagno per l’emozione?

https://www.youtube.com/watch?v=MlHXpxbqjuo


Hakim Ben Hamida

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