Intervista ad Andrea Lenterna – creatore di Dointwo.3 min read

Alessio Smacchi | 25-02-2016 | Locale

di Alessio Smacchi

Ragazzo perugino di 32 anni, ex-studente di ingegneria meccanica, ora nel campo dell’editoria. Oltre a ciò, che è la sua occupazione principale, da circa due anni ha progettato e realizzato un nuovo social network, Dointwo.

Partendo dal concetto che tutti noi abbiamo delle cerchie d’amicizie perché mi dovrei iscrivere?

 

Andrea, quando hai incominciato a intravedere l’idea di questo social?

Questo è stato un progetto partito verso settembre 2014 da una esigenza pratica, ovvero quella di fare sport in compagnia. Per non rinunciare alle proprie passioni si è pensato di creare uno spazio dove mettere in contatto perfetti sconosciuti, accomunati da passioni comuni.

Quali sono state le considerazioni e motivazioni che ti hanno accompagnato nella costruzione di questo progetto?

Questo progetto non è stato fatto in solitaria, è stato fatto anche con la collaborazione di altre persone. Il progetto è stato accompagnato da momenti di esaltazione e da momenti di grande sconforto: esaltazione perché sembrava che potessimo conquistare il mondo, ma quando si traducono le cose dalla teoria alla pratica è logico che vi siano dei problemi, a tal punto da voler gettar tutto nel cestino. Ma, come detto, è stato un continuo altalenarsi di emozioni.

Dato che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, come è stato il lancio del social in rete, avevi timore che qualcosa potesse non funzionare?

Avevo timore che tutto non funzionasse. Questo è un progetto creato da zero e lo si doveva riempire di contenuti. Per fare questo è stata creata uniniziativa privata, una cena, dove sono stati invitati amici, conoscenti, parenti, chiunque. Prima però si dovevano creare delle iniziative, sennò alla fine non mangiavano (risata n.d.r) racimolando così, in una serata, 90-95 iniziative.

Dointwo in due parole?

Social Atipico: non è un social network, è un qualcosa di diverso. Nel social network si tende ad avere dei rapporti che nascono e muoiono allinterno della rete. Qua si cerca di fare l’opposto, stiamo cercando di far ritornare le persone a fare delle attività assieme nella vita reale.

Si tratta quindi, di un social atipico, mi puoi spiegare il voluto cambio di rotta?

Noi viviamo in unepoca in cui in realtà pensiamo di essere tutti connessi gli uni con gli altri, ma in realtà siamo tutti soli. Se si va in giro per strada e ti metti a parlare con uno sconosciuto ti prende per matto, semplicemente perché non ti conosce. Eppure quella persona magari potrebbe avere delle passioni da condividere.

Quali sono le attività più richieste nel sito?

È un sito che si muove a 360°, ma al momento sono presenti perlopiù attività poco impegnative, come una semplice uscita al cinema, aperitivi, però esistono altresì attività da non sottovalutare, come progetti lavorativi e per lo studio. Spesso nella vita quotidiana non abbiamo il coraggio di intraprendere nuovi percorsi, perché a volte ci manca una spalla, insieme diventa più facile.

Offrite servizi extra ai vostri utenti?

Indirettamente, nel senso che già da ora abbiamo incominciato a dare qualche bonus agli organizzatori. Ad esempio il bowling di via Settevalli ci ha fornito dei buoni sconto e li vogliamo condividere con coloro che organizzeranno delle partite. Qualcosa si fa, anche fuori dalla logica del sito stretta.

Esistono una molteplicità di social che offrono un servizio simile al vostro, qual è il vostro elemento distintivo rispetto ai competitor?

Esistono diversi social, più o meno grandi, ma pur essendo localizzati in unarea circoscritta come Perugia, il nostro è un sito dinamico, tutti i giorni si possono trovare delle nuove iniziative.

Quali sono le due parole chiave per descrivere Dointwo?

Fare Insieme.

 

www.dointwo.com


Alessio Smacchi

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