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Daniele Papasso | 14-01-2017 | Editoriali

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(nell’immagine, le prime bozze del logotipo a cura di Leonardo Sorbelli)

Dopo quindici mesi di onorato servizio, lascio la direzione de La Locomotiva, giornale universitario di Perugia. Le ragioni di queste dimissioni sono di carattere puramente personale; cause di forza maggiore mi terranno lontano da Perugia nel prossimo periodo e, anche in seguito al mio ritorno, non potrò portare avanti il mio impegno con la consueta dedizione. Non è stato facile prendere questa decisione: per la responsabilità di cui ero stato investito dalle associazioni fondatrici, per la fiducia di cui ho goduto da parte di lettori e collaboratori, per l’attaccamento personale al progetto. Eppure, per la vitale prosecuzione dello stesso, ho ponderato ed infine compiuto questo passo indietro. Al contempo, avverrà un rinnovamento all’interno della redazione, al fine di raccogliere nuove energie e dar seguito a quanto di buono fatto in questo lasso di tempo. Sono proprio i risultati ottenuti sinora ad imporre un ricambio, per far fronte in maniera adeguata all’ampiezza del lavoro da svolgere e per conservare la qualità del prodotto. Insieme, durante il mio mandato, abbiamo pubblicato duecentocinquanta articoli, stampato quattro edizioni cartacee, coinvolto decine di collaboratori, portato a termine la registrazione della Locomotiva come giornale presso il Tribunale di Perugia, raggiunto la completa autonomia finanziaria.
Non posso esimermi dal ringraziare tutti coloro i quali mi hanno dato la possibilità di occuparmi di questa testata, le persone con cui ho avuto il piacere di collaborare e quelle che hanno contribuito a costruire, pezzo dopo pezzo, questa macchina di informazione ed approfondimento. In virtù di un’identità chiara, progressista, democratica ed egualitaria, abbiamo impostato una gestione orizzontale e condivisa. Abbiamo optato per scelte editoriali non scontate o di comodo, ma sempre volte all’indagine del contesto universitario ed urbano di Perugia e delle altre sedi, colmando distanze, tra le varie realtà associative, prima ritenute invalicabili.
È stato un privilegio aver preso parte a questa avventura, un’emozione che fatico a descrivere. Tra le tante esperienze che una persona può desiderare di fare nel corso della propria esistenza, questa è sicuramente una tra le più gratificanti: potersi esprimere e dare a tanti giovani la possibilità di esprimersi è una traduzione in termini concreti del concetto di libertà. La pratica della scrittura come forma di militanza continuerà comunque a tenermi legato alla Locomotiva, con l’auspicio di potermi rendere utile anche nelle vesti di semplice articolista.
Non mi resta che augurare buon lavoro a quanti vorranno salire a bordo della macchina a vapore per condurla verso le tante stazioni che la attendono. Lascio soltanto una citazione di Claudio Magris su uno dei valori fondanti del nostro progetto affinché possa illuminare i binari da percorrere: “Laicità significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacità di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili; di non confondere il pensiero e l’autentico sentimento con la convinzione fanatica e con le viscerali reazioni emotive; di ridere e sorridere anche di ciò che si ama e si continua ad amare; di essere liberi dall’idolatria e dalla dissacrazione, entrambe servili e coatte”.

The train it won’t stop going / No way to slow down

 


Daniele Papasso

Daniele Papasso

Direttore editoriale da settembre 2015 a dicembre 2016, è studente in Medicina e Chirurgia. Calabrese, ha lanciato la rubrica Smonta la Bufala, sulle menzogne pseudoscientifiche. Da sempre appassionato di politica, ama la musica rock e indipendente, il cinema d'autore e la Juventus.