A proposito di Cirinnà: dedica a Dina, Mario e Federica6 min read

Hakim Ben Hamida | 28-02-2015 | Over the rainbow

Lo ammetto: io, Hakim Ben Hamida, sono tra quei poveri illusi che, al concludersi del ventennio berlusconiano, pensavano che finalmente avremmo smesso di essere una presenza fissa nelle pagine di satira di mezzo mondo.
E, mannaggia ai sogni, quanto non c’ho mai capito niente della vita.
Se già Renzi, con un malfamato e ben pubblicizzato discorso – o meglio balbettio – in inglese (?), ha quantomeno fatto divertire non poco pubblico sulle reti social, figuratevi che il colpo di grazia è stato spietatamente calato il 19 febbraio, quando alla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica sono state invitate ad intervenire le associazioni “a difesa della famiglia naturale” in merito al discusso ddl Cirinnà.
Non che mi aspettassi dei fari di lungimiranza, non fraintendetemi, ma dico, si sono presentati con una verve che non aveva più fine.
E, come in tutte le realtà, ci sono sempre i primi della classe, e credetemi, stavolta hanno sparato delle cannonate di ignoranza come mai ne avevo sentite prima.
Dedico quindi a loro il mio articolo, sperando che si prendano la briga di leggere la mia risposta e capire perché il 2015 non sia citato nei libri di storia come “Medioevo Parte II”.
Baci e abbracci.

 

    • “Io ho affetto per il mio cane, ma che significa?” Dina Nerozzi, psichiatra, Comitato Articolo 26

“Che coss’è l’amor?” canta Capossela. E c’ha pure ragione, perché anche io, a ventun anni, ancora c’ho capito poco o niente.

Di una cosa, però, sono sicuro: l’amore non è affetto.
Dina, amica mia, non mi puoi paragonare il sentimento più forte che un essere umano può provare nei confronti di un altro al rapporto che la Pascale c’ha con Dudù – ho riserve anche su quello con Silvio, se ti conforta –.
Comprendimi: non è che quando un omosessuale torna a casa dal compagno, la prima cosa che fa è fargli pat pat sulla testa e buttargli il cibo nella ciotola, anche se effettivamente suona come qualche matrimonio di mia conoscenza (e mi auguro vivamente che la tua non sia solo frustrazione).
Certo, a meno che non si tratti di uno strano giochetto erotico, campo nel quale, per altro, ci battete 18 a 0 visto il recente exploit di “Cinquanta Sfumature di Grigio”.
Solitamente si chiacchiera, si guarda un film, si cena insieme… somiglia pericolosamente alla vita di una coppia etero, non trovi? Solo che non importa quanto tempo passino fianco a fianco, fossero anche vent’anni, davanti alla legge il compagno di una vita è paragonabile ad uno sconosciuto.
Cosa che fa pure comodo se a una certa la coppia scoppia – “io non voglio più vederti! Per me d’ora in poi sei un estraneo!!!” e nessun vincolo legale che implichi il contrario (tié) – ma in molti altri casi di relazioni destinate a durare, diciamocelo: non è così giusto che debbano prenotare il biglietto per Barcellona su Ryanair per scambiarsi le fedi, coscienti che, in ogni caso, il proprio Paese non riconoscerà in alcun modo il loro amore, che sennò Angelino fa il broncio.
Anche perché Ryanair scassa sempre gli zebedei sul bagaglio a mano: già uno non si può sposare, mo’ pure sto supplizio?

 

    • “Il riconoscimento della forma matrimoniale con altro nome, previsto dal ddl Cirinnà, tende a distruggere il riconoscimento e l’appoggio sociale ai legami umani, quelli che prendono in conto le differenze e il futuro, come sono i legami familiari originari. Prevalgono istinti di morte. L’Isis non è poi molto diverso” Mario Binasco, (autoproclamatosi) docente di psicologia e psicopatologia dei legami familiari, della sezione italiana dell’Ecole Européenne de Psychanalyse

Ammetto che, anche dopo svariate letture di codesto intervento, continuo a non capire molto bene il collegamento tra omosessuali e Isis.
Cioè, analizzandolo parola per parola mi pare di capire che il riconoscere un’unione tra persone dello stesso sesso sia paragonabile all’apocalisse, una roba tipo che Mattarella non fa in tempo a salire in carica che gli si disfa l’Italia tra le mani.
Atlantide parte seconda.
Come far capire al signor Binasco che il permettere di dire “sì, lo voglio” ad un essere umano è improbabile che causi l’anarchia nel Bel Paese? Voglio dire, mezza Europa s’è già adoperata e, se l’occhio non m’inganna, stanno ancora benone.
Anzi, ironia della sorte, proprio la Grecia, che non ha ancora nessuna regolamentazione, s’è beccata un tracollo come non ne vedevamo da decenni. Mi sa che non hai letto bene i segnali. Fossi in te tornerei un attimo dalla cartomante per un’ultima consultazione.
Tra l’altro, forse i lettori più attenti si saranno accorti di come io abbia aggiunto “autoproclamatosi” a fianco del titolo di Binasco.
Mettiamola così: Oscar Giannino a quanto pare non è servito da lezione a nessuno.
Io lo capisco anche che uno, davanti alla gente, vuole sentirsi importante, questo e quello, però porca la miseria, puoi definirti docente alla sezione italiana dell’Ecole Européenne de Psychanalyse, se è chiusa da quattordici anni?! Ma come fai, sapendo che finirai su tutte le maggiori testate giornalistiche – perché stai al Senato, eh, mica a farti una birra con gli amici – a sparare una minchiata simile?
In più in un mondo d’invidiosi come il nostro dove, se anche ti fossi presentato come “capo condominio” senza esserlo, nel giro di due ore avresti visto la vicina di casa che ti sputtana su Studio Aperto, non ti trilla un attimo la coscienza?
Ah Mario: le bugie avranno anche le gambe corte, ma anche la tua lungimiranza lascia proprio desiderare.

 

    • “Il riconoscimento delle coppie gay porterà al riconoscimento di unioni multiple o tra specie diverse” Federica Bonomi, Comitato Di mamma ce n’è una sola

Apparte che “Di mamma ce n’è una sola” vallo a dire a tutte le figure femminili che si sono sostituite a mamme indegne di una definizione simile in mille e più casi, e sentirai come ti rispondono.
Io non è che abbia molto da dire in proposito, ma non perché sia una buona argomentazione: è che qui rasentiamo forme di demenza.
Signora Bonomi – neanche le do del tu come con i suoi colleghi, perché dopo un’esternazione simile, altro che farsi confidenza, la manderei a quel paese e basta – mi permetto di farle notare quanto la sua uscita sia pressoché identic
a a frasi che pronunciò gente molti anni prima di lei.

Sto parlando degli americani conservatori quando si parlò per la prima volta di matrimoni tra bianchi e neri.
Piuttosto infelice, non trova?
Che poi, diciamocela tutta, essere sposati con un cane non dev’essere poi così male: provi ad immaginare un compagno più fedele.
Io ci farei un pensierino.

 

Cirinnà e Lo Giudice, dopo simili esternazioni, pare abbiano lasciato l’aula.
Io sarei rimasto e avrei preso appunti: nessuno pubblica un buon libro di barzellette dai tempi di Chuck Norris.


Hakim Ben Hamida

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