709 ANNI IN CAMMINO VERSO L’EUROPA5 min read

Cecilia Ferretti | 22-03-2017 | UNIVERSITÀ

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Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017 dell’Università degli Studi di Perugia

Le cerimonie ufficiali non possono prescindere dalla rituale formalità che le contraddistingue ma questo non significa che in esse non possano trovare spazio momenti di vissuta e presente attualità. Così è stato per l’inaugurazione dell’anno accademico tenutasi lo scorso 18 marzo presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Perugia, occasione in cui l’Ateneo ha dato il via al suo 709° anno di dedizione alla formazione di menti ed alla costruzione di cultura. Ospiti della giornata sono stati i Rettori di nove Atenei nazionali e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, in carica dallo scorso gennaio.

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Il tradizionale ingresso del Magnifico Rettore Franco Moriconi, delle istituzioni civili, militari e ecclesiastiche e infine dei direttori e docenti dei vari Dipartimenti in corteo ha catapultato gli astanti in una realtà di lungo corso e forse un po’ anacronistica. Questa sensazione vagamente spaesante è stata presto mitigata dalla relazione del Rettore, ormai giunto a metà del proprio mandato, durante la quale è stato fatto il punto sulla situazione dell’ateneo perugino, in relazione ai successi maturati ed alle prospettive e progetti futuri.
Il nostro Ateneo risulta infatti primo tra i “Grandi Atenei” nella classifica del Censis ed è avanzato di cinque posizioni nel ranking elaborato per conto del “Sole 24 Ore”. Questo riconoscimento istituzionale del valore dell’Università perugina si accompagna a dati statistici positivi di aumento delle iscrizioni, con un incremento di quasi il 40% delle immatricolazioni per l’anno in corso. Come lo stesso Rettore ha ricordato, questi risultati sono frutto di un grande lavoro su più fronti: reclutamento di nuovo personale docente, attenzione alla didattica, costituzione di aule studio, spinta all’internazionalizzazione, ampliamento e riqualificazione di spazi ed attenzione all’attività di ricerca.

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Se è stata la commozione a prendere il sopravvento al termine del discorso inaugurale del Magnifico, grinta e carattere hanno caratterizzato l’intervento di Martina Domina, Presidente del Consiglio degli studenti che per il secondo anno consecutivo del suo mandato è stata chiamata a rappresentare alla cerimonia la totalità della popolazione studentesca. L’interlocutore privilegiato del suo intervento è stato l’Onorevole Tajani, mettendo in luce come il primigenio entusiasmo per l’ingresso nella zona Euro che doveva simboleggiare una partecipata e forte Unione sia scemato nel tempo. Ci troviamo oggi di fronte a un’Europa che come ha poi sottolineato lo stesso Tajani nella sua orazione si trova a doversi confrontare con una grande impasse, e a dover scegliere tra il mantenimento dei propri pilastri di libertà e solidarietà e l’innalzamento di muri. Strettamente connessa a questo, come ha ricordato Martina, è l’importanza dei progetti Erasmus, che da ormai trent’anni tengono saldo l’obiettivo di educare le menti ad una dimensione ulteriormente ampliata rispetto a quella nazionale che la formazione universitaria garantisce. La a costituzione di un sentimento accomunante è il primo passo per un’Europa realmente unita e improntata all’integrazione di tutte le realtà che la costituiscono. Martina rammenta in questa preziosa occasione di confronto che la nostra generazione è stata spesso ingiustamente accusata di pigrizia e incapacità di autorealizzazione, ma che questo non dovrebbe abbatterci. Al contrario, spetta ai giovani il potere di far ripartire la spinta verso un autentico rinnovamento sociale ed in questo quadro la fiducia nell’internazionalizzazione della didattica universitaria è un tassello fondamentale.

Investire nella formazione degli adulti di domani significa innanzitutto garantire il pieno accesso al diritto allo studio, sicurezza che ad oggi non è pienamente garantita. Martina mette così in luce che benché in Umbria, regione virtuosa, la copertura delle borse di studio per gli idonei sia totale, sul piano nazionale la prospettiva è decisamente meno rosea, con meno del 10% degli studenti assistiti da questa preziosa risorsa. Il tema delle borse di studio è più che mai attuale visto il recente dibattito sorto in seno alla rappresentanza studentesca riguardo la possibilità di istituire i prestiti d’onore. L’intervento della Presidente Domina sprona le istituzioni locali affinché gli studenti continuino a ricevere il giusto supporto economico e il riconoscimento secondo le modalità presenti, perché la nostra regione continui a essere un’eccellenza.
Non sono solo le borse di studio a rendere pregevole un Ateneo, ma anche il supporto di progetti accessori che contribuiscono nettamente a creare un clima adatto a vivere a pieno la dimensione universitaria. Martina ricorda così come la rappresentanza studentesca sia stata fautrice della lunga contrattazione con le istituzioni che ha portato alla realizzazione della mensa convenzionata Adisu presso il polo di medicina (inaugurata il 25 gennaio) e all’attivazione della sperimentazione di un servizio di mobilità notturna nei weekend attivo dal 7 aprile. Quest’ultimi rappresentano successi importanti, frutto di anni di lavoro guidati da un’incrollabile convinzione che il diritto allo studio si componga di tanti tasselli, costituenti una realtà universitaria che accolga globalmente lo studente.

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L’intervento del Presidente Antonio Tajani, ultimo della mattinata, è servito a rimarcare in un’ottica diversa l’innegabile valore delle Università, sorte nell’incertezza e dogmatismo medioevale per giungere poi nei secoli ad edificare e alimentare quella coscienza non esclusivamente culturale di appartenenza a una dimensione europea costantemente rinnovata e di costruzione di un sapere utile e condiviso. L’ospite di eccezione ha così ricordato a tutti la lunga storia del nostro Ateneo al fine di renderla bagaglio di un suo continuo investimento, in quanto fulcro ideale di una civiltà antica, che continua ad essere positivamente presente anche ai giorni nostri.

Non possiamo che auspicare che nell’anno intercorrente da oggi alla prossima cerimonia di inaugurazione, le belle parole spese nella giornata di sabato, i progetti delineati e lo spirito comunicato, portino a novità apprezzabili, che aggiungeranno ulteriore memoria a un’Università storica, attuale e veramente degna di essere il terreno fertile dell’Italia futura.


Cecilia Ferretti

Cecilia Ferretti

Entra a far parte della redazione del 2017 come co-reponsabile della politica universitaria. Studentessa di filosofia presso l'Università degli Studi di Perugia, ha una grande passione per la poesia, la letteratura e la musica, soprattutto se gustata dal vivo in buona compagnia. Ambientalista, polemica (mai inutilmente) e critica, cerca da 22 anni un modo per rimediare ai suoi tremendi ritmi sonno-veglia.