Il Cratere a Perugia, nota degli autori e dove vederlo a Perugia3 min read

La redazione | 19-04-2018 | Cultura - Locomocinema

immagine Il Cratere a Perugia, nota degli autori e dove vederlo a Perugia3 min read

Il cratere è terra di vinti, spazio indistinto, rumore costante. Rosario è un ambulante che regala peluche a chi pesca un numero vincente. La guerra che ha dichiarato al futuro e alla sua sorte ha il corpo acerbo e l’indolenza della figlia tredicenne, Sharon è bella e sa cantare, e in questo focolaio di espedienti e vita infame è lei l’arma per provare a sopravvivere. Ma il successo si fa ossessione e il talento condanna.

Crater è il nome di una costellazione debole e incerta, invisibile perché estremamente luminosa. Crater sfavilla e non si vede, è percepibile a fatica e per una sola stagione. Di notte, in primavera e solo dal sud del mondo.
Abbiamo visto Rosario calpestare il suo cielo come un soldato il campo di battaglia, e imbracciare Sharon come arma solitaria e finale. Abbiamo scelto di stare con loro, attaccati alle loro vite, alla guerra dichiarata per costrizione e conservazione, nobile nelle intenzioni e beffata nell’effetto. E Rosario e Sharon hanno scelto di stare con noi, giocando la sfida di reinventare la propria vita.
Volevamo rendere l’asfissia, la claustrofobia di  un confine sigillato, l’oppressione di una mente che rimbalza su se stessa. Volevamo raccontare la brama di rivalsa che è archetipo senza tempo né luogo. Con Sharon e Rosario la finzione si è amalgamata alla realtà, creando un dispositivo di parole inedite e gesti nuovi. Quel luogo che noi chiamiamo cratere è diventato famiglia, costellazione invisibile, confine indistinto, personaggio tra tanti. È lo spazio che alimenta le storie con la sua presenza incombente e il suo malessere tangibile e materico, dove la musica è insieme espediente narrativo e muscolo cardiaco del sogno collettivo. Melodia dialettale per libera scelta, e lotta sociale per vizio di alternativa.
Il cuore della lavorazione del film risiede nella scelta di coinvolgere direttamente nella fase di scrittura i protagonisti del film, rendendoli al tempo stesso autori dell’intreccio, forze motrici e carne della messa in scena. Sharon e Rosario sono sorgente di una favola sbilenca incline al cruccio e all’attesa, alla speranza che non è né ansia né prospettiva, piuttosto una sospensione fatta di scelte imperfette, di sogni e espiazione. Sono stelle che sfavillano, ma nessuno le vede.
Il brano che chiude il film è ‘Na stella , scritta per Gianmaria Testa da Fausto Mesolella. È l’unica canzone che Gianmaria ha cantato in dialetto napoletano. Questo film è dedicato a lui, amico carissimo tra i primi a conoscere il nostro progetto e a darci lo spunto di una stella luminosissima eppure invisibile, come è quel piccolo mondo che raccontiamo, come è
il mondo che lui amava raccontare. Il Cratere non poteva che chiudersi con la sua splendida voce.
Silvia Luzi e Luca Bellino, produttori e registi de Il Cratere

Il Cratere è un film prodotto da TFILM con RAI CINEMA con contributo economico del MINISTERO dei BENI e delle ATTIVITÀ CULTURALI e del TURISMO | DIREZIONE GENERALE CINEMA, in collaborazione con BRITDOC, PULSE FILMS, con il sostegno di FILTEX srl. Considerato tra i film più interessanti passati alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Il Cratere ha trionfato nel principale festival asiatico, il Tokyo International Film Festival, vincendo lo Special Jury Prize, unico film italiano della storia ad aver conseguito questo risultato. A Perugia è in programmazione al cinema PostModernissimo venerdì, domenica e martedì.

 


La redazione

La redazione

Descrizione non presente.