150 ORE DI CDS4 min read

Riccardo Colangeli e Cecilia Ferretti | 15-06-2017 | Attualità - Politica universitaria - UNIVERSITÀ

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Neanche l’oracolo di Delfi avrebbe potuto prevedere che una seduta del Consiglio degli Studenti nel mezzo della sessione estiva, e con un ordine del giorno non particolarmente intrigante, avrebbe trattenuto i consiglieri (e noi) in Sala Dessau per oltre tre ore. Ma così è stato.
Forse l’intervento iniziale del Professor Marianelli, delegato alla Didattica del Rettore, avrebbe potuto essere letto come un fosco presagio. Il professore infatti non ha portato buone nuove nella Sala, annunciando le ripercussioni del Decreto Ministeriale 987/2016 per l’ateneo perugino. Il decreto prevede che in base alla numerosità delle classi , la cui soglia massima è fissata per legge, siano presenti un numero adeguato e proporzionale di docenti, pena il blocco della programmazione didattica. Ad esempio una classe di 400 studenti necessita di almeno 18 professori incardinati per lo svolgimento delle attività. L’Università degli Studi di Perugia ha quindi stabilito per l’Anno Accademico 2017/2018 l’inserimento in alcuni Dipartimenti dell’accesso programmato a livello locale, pur tenendo fermo l’interesse ad aprire ciclicamente i corsi nei limiti della legge. Il Consiglio è stato chiamato a esprimere un parere sulla manovra esposta dal Professore, che ha visto 14 voti contrari a seguito della dichiarazione di Rrapaj (neocapogruppo UdU) in cui si è spiegato che il numero chiuso non è una garanzia della qualità della didattica e del diritto allo studio, benché la mossa dell’UniPg sia un necessario adeguamento alla norma ministeriale. 4 consiglieri hanno invece espresso un parere positivo e uno si è astenuto.

Due mozioni hanno visto il voto unanime dei consiglieri, una presentata dal gruppo UdU e l’altra da Idee in Movimento. La prima richiede all’Università l’esonero dal pagamento delle tasse e dei contributi universitari per gli studenti provenienti dai comuni gravemente colpiti da eventi sismici anche per l’A.A 2017/2018, in quanto le difficoltà economiche delle famiglie afflitte dal sisma non possono trovare soluzione in pochi mesi, data la serietà della catastrofe.
La seconda invece vorrebbe il prolungamento della possibilità di utilizzo del Wi-Fi per gli studenti appena laureati da meno di 30 giorni e del potenziamento generale del servizio nei Dipartimenti meno attrezzati. Come esposto dalla consigliera Procacci questo consente a coloro che intendono proseguire gli studi nell’ateneo dopo il conseguimento di un primo titolo di laurea, di usufruire con continuità di quest’utile servizio.

Insospettabile punto dolente della seduta è stato la mozione UdU in merito ai fondi destinati alle ‘’150 ore’’ e alla revisione del Regolamento in materia di contribuzione studentesca. I consiglieri UdU hanno richiesto che l’extragettito proveniente dalle tasse universitarie evidenziato dal Bilancio unico del 2016 fosse reinvestito per implementare le finanze stanziate per il bando 150 ore, e che la stessa contribuzione studentesca subisse revisione, come già deliberato dal Consiglio degli studenti del 10 aprile 2017.
La mozione ha suscitato perplessità sia in Marchesi (Student’s Office) che nella Procacci (Idee in Movimento) poiché le due richieste sarebbero state incompatibili e unite in un solo documento avrebbero determinato una strumentalizzazione. La domanda di una revisione (tramite l’istituzione di un tavolo tecnico) del Regolamento criticando aspramente l’operato dell’ Ateneo sarebbe stata una sollecitazione squisitamente politica, mentre lo stanziamento dei fondi era condivisibile e coerente con l’idea di migliorare le opportunità per gli studenti, obiettivo insindacabile del Consiglio. Per ovviare a questa discrepanza di toni la seduta è stata più volte sospesa nel corso di oltre un’ora dalla Presidente Domina, con l’intento di favorire un accordo tra i vari gruppi, impegnati in uno stringente dibattito. A seguito di questa discussione è emerso quale fosse il reale punto cogente: dalla mozione infatti traspariva con toni polemici come in sede di Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico i consiglieri UdU si fossero trovati isolati nel votare contrari all’approvazione del bilancio d’ateneo contemplante il sopracitato extragettito, non investito a favore degli studenti, mettendo così in cattiva luce il lavoro svolto dai consiglieri di Idee nella medesima occasione. Si è dunque trovato un compromesso che ha portato a due emendamenti alla mozione, i quali non sono però stati sufficienti a conciliare il Consiglio: i membri di Idee si sono infatti astenuti dall’ approvazione finale del testo, ma votando favorevoli ai due emendamenti presentati da S.O. e Udu, a seguito della dichiarazione di voto di Cesarini, il quale ha rimarcato la presunta offesa rivolta ai consiglieri della propria associazione, nonostante il favore espresso alla manovra di aumento dei fondi per le ‘’150 ore’’. La mozione è stata infine approvata con 14 voti favorevoli (UdU, Student’s Office e Baffa).

Idee in Movimento ha infine presentato la propria richiesta di istituzione di una sezione all’interno del sito ufficiale dell’Università per l’accesso diretto alle offerte per tirocini curricolari e stage. La mozione è risultata un po’ ridondante, in quanto la Carta del Tirocinante stilata dall’UdU e approvata in sede di consiglio il 15 maggio già prevede la creazione di una piattaforma online a tal fine. Grazie a un emendamento che ha permesso l’integrazione dei due contenuti per smussarne la ripetitività si è potuto approvarla con l’assenso dell’intero Consiglio.

Mentre l’attenzione degli studenti universitari viene assorbita dagli esami, almeno per quanto riguarda i più diligenti, il lavoro del Consiglio non si arresta con l’arrivo dell’afa e si riunirà nuovamente nel mese di luglio. Seguiteci per restare aggiornati!
P.S. A meno che non abbiate la possibilità di andare al mare e staccare il cervello. In quel caso fatelo assolutamente.


Riccardo Colangeli e Cecilia Ferretti

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